Smarrimento, disorientamento, paura, rabbia, sperimentazione,
creatività, stupore, gioia, amore …
Parliamo di Coaching...
Parliamo di Coaching...
martedì 26 novembre 2013
Mondo TEEN
A questa grande
sfida è fondamentale la partecipazione dei genitori, che alimentati dall’amore
incondizionato verso i figli, possano allenare le proprie potenzialità come
genitori e di conseguenza anche quelle dei propri figli, al fine non solo di
superare il “terremoto” psicofisico e relazionale del figlio e della famiglia
intera, ma viaggiare in modo complessivo verso la felicità. Il percorso sicuramente
è articolato, ma assolutamente creativo e soddisfacente dove ciascuno ritrova
la propria identità e le relazioni sono nuove e arricchenti. Quindi dove potrà
portarci l’amore verso i nostri figli? Quale meraviglioso scenario può aprire
scoprire la “vocazione “ di un adolescente?
mercoledì 6 novembre 2013
Creatività: una realtà che prima non era neppure immaginata!
Un’intuizione inedita … una combinazione di
elementi antichi e nuovi … una realtà che prima non era neppure immaginata …
stupore davanti a qualcosa che prende forma davanti ai nostri occhi …
È la Creatività!
“La facoltà
umana di produrre nuove idee” così viene definita dalla psicologia positiva.
La creatività è annoverata tra le 24 potenzialità
umane, l’Organizzazione Mondiale della Sanità la individua tra le life skills
che tutti gli adolescenti dovrebbero sviluppare durante il percorso scolastico.
La creatività è un’attitudine, una capacità,
un’energia che quando si sprigiona gratifica chi la esprime e chi ne trae
beneficio. Viene anche definita
“l'arte o la capacità cognitiva
della mente
di creare e inventare”,
il termine si presta a numerose interpretazioni.
Il processo creativo ha in se tre fasi: la prima
fase è esplorativa in cui
avviene l'origine dell'idea creativa che nasce dalla volontà, dalla necessità
di creare; la seconda fase è elaborativa
in cui avviene la lavorazione dell'idea, in questa fase il pensiero è
dinamico e sorprendente; la terza fase
è di realizzazione, in cui il
valore dell'idea si concretizza nel suo uso. Soprattutto durante la fase
di realizzazione emergono dubbi, incertezze, ma anche gioia per la sua attuazione.
La persona creativa percepisce legami tra le
cose, anche se apparentemente difficili o lontani. Nel processo creativo si utilizza la
plasticità del cervello per rispondere alla complessità degli eventi, mettendo
in funzione le molteplici ed articolate funzioni intellettive di cui la persona
é dotata geneticamente.

La creatività riveste un ruolo centrale anche nel
problem solving, lo psicologo Edward De Bono esponente del pensiero creativo,
definisce il pensiero razionale “verticale” e quello innovativo (creativo) “laterale”.
Il pensiero laterale favorisce l’intuito e le soluzioni che sembrano chiuse o
difficili e fa vedere il problema come possibilità di miglioramento. Lo stato
dell’arte ci dice che le caratteristiche di una persona creativa sono il
coraggio, la passione, la curiosità intellettuale, la libertà di pensiero, il
desiderio di cambiamento, la fiducia nelle proprie capacità, ecc...
Leonardo Da Vinci è un eccezionale creativo, ma
anche una mamma che crea le condizioni ottimali per il benessere del figlio può
essere una creativa. La creatività non è esclusivamente associata a capacità
artistiche o tecnologiche o a pochi talentuosi, ma è applicabile a tutti i
campi e a tutte le situazioni. Il livello di eccellenza frutto dell’idea
creativa è proporzionale a quanto l’idea creativa è legata a un talento specifico
che va coltivato e sviluppato, ma la creatività è una potenzialità umana
posseduta da tutti gli esseri umani.
Sprigionarla è possibile!
Esercizio:
Da 1 a 10 quanto ti percepisci creativo?
Quanto vorresti esserlo?
Quanto e quando ti piace produrre idee nuove per
fare le cose?
Quanto e quando usi l’immaginazione per risolvere
i problemi pratici?
In quale campo della vita vorresti far esplodere
la tua creatività?
Cosa puoi fare per iniziare da oggi ad allenare
la tua creatività?
domenica 20 ottobre 2013
Direzione felicità
Orientarsi a un campo determinato
della cultura, a cui dedicarsi, al quale formarsi o sviluppare la propria
professione è un obbiettivo sfidante e spesso di difficile definizione. Ancor
di più in età adolescenziale o tra i giovani adulti risulta complesso e
disorientante.
Cosa si può fare attraverso il
Coaching? Come possono recuperare il loro progetto di vita e di futuro?
In particolare mi soffermo
brevemente su uno di questi elementi: le “intelligenze multiple”. Il primo a
parlarne è stato lo psicologo Howard Gardner in "Frames of mind" (1983).
Il punto di partenza della sua teoria è la convinzione che sia errato ritenere
che ci sia qualcosa chiamata “intelligenza” che possa essere obiettivamente
misurata e ricondotta ad una singola misurazione. Ogni persona è dotata di
almeno sette intelligenze: linguistica, musicale, logico matematica, spaziale,
corporeo-cinestetica, interpersonale e intrapersonale. Alcune persone
possiedono livelli molto alti in tutte o quasi tutte le intelligenze, mentre
altri ne hanno sviluppato in modo predominante alcune. Si possono sviluppare
tutte le diverse intelligenze fino a raggiungere soddisfacenti livelli di
competenza. Gardner sostiene che tutti possiamo svilupparle se siamo messi
nelle condizioni appropriate di incoraggiamento, arricchimento e istruzione.
Facciamo un esempio: Ambra ha 18 anni, ha una passione eccezionale
per il mare e il surf, la sua concezione di “felicità” è relativa al “essere”. La felicità dell'essere si esprime come amore per la propria esistenza percepita come presenza
e gioia di essere sé stessi nella vita. Nel fare surf sperimenta il luogo e il
tempo dove esprimerla, gli piace perdersi tra le onde, “stare in acqua”, è
una condizione che la fa stare bene con se stessa. Le intelligenze che ha
maggiormente sviluppato sono quella corporeo-cinestetica, intrapersonale e
interpersonale. Le sue potenzialità più forti sono la gentilezza, l’umorismo,
la vitalità e l’integrità.
Ambra deve capire che direzione
prendere, cosa fare, che studi avviare e nel frattempo fugge da tutto questo. Se
l’obbiettivo fosse chiaro e desiderato non fuggirebbe!
Ambra deve valutare attivamente
tutti i percorsi formativi e/o lavorativi affini al suo profilo, sperimentando
e facendo, ma soprattutto viaggiando nella direzione della sua felicità, delle
sue intelligenze e delle sue potenzialità.
La professione potrebbe rientrare
nel mondo del “surf”...Ha buone capacità relazionali questo la faciliterebbe nei
lavori in cui si sta a contatto con le persone… L’umorismo e l’ amore per la
vita possono essere una leva per superare le sue paure…L’integrità fa sì che il progetto formativo e/o professionale deve essere in linea
con la sua personalità, l’incoerenza tra l’essere e il fare determinerebbe una
grande frustrazione.
Maslow
dice: “Le persone intelligenti dovranno usare la propria intelligenza, le
persone dotate di occhi dovranno impiegarli, le persone dotate di capacità di
amare avranno l’impulso di amare e la necessità di amare per sentirsi sane. Le
attitudini pretendono di essere sfruttate e cessano di protestare soltanto
quando vengono adoperate in misura sufficiente. Vale a dire, le capacità sono
bisogni, e pertanto sono pure valori intrinseci”.
La “protesta” delle potenzialità e delle capacità inespresse non può farci fuggire, dobbiamo rispondere con i fatti!
La “protesta” delle potenzialità e delle capacità inespresse non può farci fuggire, dobbiamo rispondere con i fatti!
venerdì 27 settembre 2013
A e A: Allenamento in Adolescenza
Cosa
vuol dire allenare e soprattutto cosa si può allenare in
adolescenza?

Per
comprendere il termine allenamento ci serviamo della definizione
sportiva: “l'insieme delle procedure effettuate per migliorare la
prestazione sportiva.” Quando una pallavolista si allena esercita
la tecnica, ripete dei movimenti per far sì che diventino naturali e
precisi, rinforza la muscolatura, esperisce emotivamente una
determinata situazione che si può presentare in partita, ecc…
Allo
stesso modo può avvenire l’allenamento intenzionale per lo
sviluppo di altri tipi di talento, potenzialità o competenze anche
al di fuori dello sport.
In
particolar modo, nel periodo dell'adolescenza, l'allenamento
intenzionale svolge una funzione importantissima. L’adolescenza si
presenta come un periodo di forti cambiamenti psicofisici, in cui si
sviluppa la personalità, una fase di grandi sfide. L’adolescente è
impegnato in un difficile processo di ridefinizione del proprio sé,
in cui si alternano manifestazioni estremistiche, orientamenti e
contenuti affettivi vecchi e nuovi.
Vi
è un grande bisogno di “libertà” e autonomia, ma anche di
educatori, genitori, maestri, solidi e virtuosi.
Un’adolescente,
nella maggior parte dei casi, non ha chiaro cosa vuole allenare,
quali talenti possiede, quali competenze vuole sviluppare, cosa vuole
diventare. Osserviamo nei ragazzi, quasi sempre, l’assenza di un
sogno e di un progetto futuro, quindi, prima di avviare un
allenamento è fondamentale capire cosa si può e si vuole allenare.
È necessario individuare la vocazione del ragazzo, ricercare tutte
quelle sfumature che fanno l'individuo unico e irripetibile.

Il
viaggio di scoperta attraversa i sistemi simbolici che
vengono prediletti (cioè i contesti caratterizzati da un determinato
tipo di cultura come per esempio la scuola, la squadra, ecc…); le
intelligenze multiple (Gardner) come per esempio quella
linguistica, logico-matematica, spaziale, personale e
corporeo-cinestetica, i talenti, le potenzialità,
la motivazione intrinseca.
Ciascuno
di questi elementi nasconde un mondo da esplorare e da scoprire e poi
da mettere in azione nella concretezza. Il fare, l'agire volontario,
la ripetizione, gli esercizi in virtù di una scelta costituiscono un
vero e proprio allenamento.
Per
esempio, si può allenare: l'apprendimento attraverso uno studio
mirato, un talento musicale in modo eccellente con esercizi e
tempi di lavoro, la “vitalità” sperimentando un nuovo sport
affascinante, l’autonomia attraverso nuove esperienze
specifiche, ecc …
L’allenamento
è l’azione che deriva dal talento e dalla scelta di volerlo
sviluppare!
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